venerdì 4 maggio 2012

SolarExpo Verona 2012

Si svolgerà a Verona dal 9 all'11 Maggio la Fiera Solare più importante d'Italia.
Anche quest'anno le Aziende espositive saranno tantissime e qui sotto è disponibile l'immagine che riassume il Layout degli espositori.


Qui sotto invece è disponibile l'immagine che riassume il Layout delle sale convegni




mercoledì 2 maggio 2012

ENEL in Patagonia: la rapina dell'acqua

Spesso il dibattito sul futuro dell’energia sembra ristretto all’opzione di fondo tra fossili e uranio da una parte e rinnovabili dall’altra. C’è una questione altrettanto determinante, ma che viene messa in secondo piano: se la direzione di marcia è verso un sistema fortemente decentralizzato oppure continueremo ad essere invasi da grandi impianti, lunghissime reti di distribuzione, prevalenza dell’economia finanziaria, anche nel caso di ricorso a “fonti pulite”. Non c’è dubbio che le corporation puntano a far sopravvivere il sistema attuale e quindi a rendere la vita dura alle fonti naturali, sia ostacolandole nella loro diffusione, che riassorbendole nell’attuale modello a forte centralizzazione. In questa ottica di sostanziale continuità con gli interessi e i poteri delle imprese dell’era dei fossili, vengono proiettati nel futuro i progetti Desertec e Seatec per concentrare e trasportare in Europa l’energia del sole del Sahara e del vento del Mare del Nord. E, in attesa, vengono accelerati i sequestri ad uso energetico di ingenti quantità d’acqua dei fiumi più ricchi al mondo, anche ad opera di attori nostrani come Enel, formidabili player oltreconfine nel settore nucleare e delle grandi dighe.

E’ scandaloso il silenzio della nostra stampa sul progetto Hydro-Aysén, il cui iter è iniziato nel 2006, e prevede 5 centrali idroelettriche sul rio Baker, il principale fiume della Patagonia cilena, e sul rio Pasqua. Nel 1981 il Cile di Pinochet mise sul mercato l’acqua dei suoi fiumi, che, per lo sfruttamento elettrico nel Sud (dove si trova l’80% delle riserve idriche del paese), dal febbraio 2009 è finita in mano ad una società per il 92% appartenente ad Enel. I lavori preliminari sono stati avviati ed il progetto può considerarsi in fase di realizzazione. La presenza di 5 imponenti opere idrauliche, danneggerà l’ecosistema fluviale, interrompendone la naturale continuità, necessaria per le dinamiche riproduttive delle specie ittiche e formando degli invasi non naturali che influenzeranno la temperatura locale. Oltre alle dighe, verrà realizzato un elettrodotto di 2300 km (lungo quasi metà del territorio cileno) dalle torri alte fino a70 metri, che attraverserà decine di parchi ed aree protette. C’è una enorme preoccupazione per il clima mondiale, perché i mutamenti in Patagonia avrebbero effetti rilevantissimi su riserve di ghiaccio di vastissima estensione, oltre che di bellezza incomparabile. Gli ambientalisti e la popolazione locale dell’Aysén si sono ribellati e hanno costituito il movimento Patagonia sin Represas (Patagonia senza dighe). Chiedono di sospendere il progetto e propongono alternative meno impattanti, quali ad esempio la realizzazione di più mini impianti idroelettrici, o l’utilizzo più intensivo del fotovoltaico.

Del problema è stato investito il Forum sociale Mondiale e se ne è discusso al recente Forum sull’acqua a Marsiglia. La convenienza economico-finanziaria di un modello che viola i diritti, compromette l’ambiente, distrugge le economie locali, viene confutata promuovendo un modello alternativo, fatto di decentralizzazione, energy mix, impianti di piccola scala, partecipazione della comunità locali alle decisioni ed alla gestione.

E’ questo il cuore di una riscrizione del sistema energetico sui tre pilastri della riduzione e dell’efficienza, della decarbonizzazione, del passaggio alle fonti rinnovabili a dimensione territoriale. Un cuore non solo tecnico, evidentemente, ma pulsante di partecipazione, democrazia, conservazione della natura, riarmonizzazione dell’elemento “fuoco” con acqua, terra, vento.


Fonte: Il Fatto Quotidiano

martedì 24 aprile 2012

Sicilia: 60% di elettricità da rinnovabili

Saluto i lettori di Lineabreve blog, con una notizia che almeno a prima vista appare in controtendenza con tutto ciò che ci si aspetterebbe dal mondo delle rinnovabili.

La nostra amata Sicilia, terra di sole e di mare, è anche terra in cui le energie rinnovabili riscuotono un grande successo. Per meglio capire ciò di cui parlo desidero mettere alla vostra attenzione l'articolo apparso il 19 Aprile scorso direttamente sul blog di Antonio Cianciullo, stimatissimo giornalista di Repubblica. 

Il sole e  il vento battono il petrolio e trascinano verso il basso il costo dell’elettricità. Certo per ora è solo un fotogramma di un film che ha un altro esito, ma è un fotogramma che fino a pochi anni fa non esisteva e che negli ultimi tempi si ripete con frequenza crescente. Il cameraman che ha scattato queste immagini del sistema Italia è qualificato. Si chiama Terna e le ha rese note oggi in un convegno organizzato dal Gse su una ricerca condotta da Althesys sui vantaggi delle fonti rinnovabili.
Tra le ore 13 e le 14 di Pasquetta, il 64% dell’energia prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. In Sicilia questa percentuale ha raggiunto il 94% e si è attestata sul 60% come media della giornata. Risultato: il prezzo dell’energia in Sicilia, nel momento di picco, era pari a 0.

Vale la pena riflettere anche su un secondo elemento, sempre offerto da Terna: per ogni punto percentuale in più di energia da fonti rinnovabili il prezzo dell’elettricità scende di 2 euro per megawattora.
Mettendo assieme questi elementi – e la loro somma che come ha ricordato l’amministratore delegato del Gse Nando Pasquali dà una media annua del 26% di elettricità da rinnovabili – si ha il quadro del vero dibattito che c’è dietro la guerra degli incentivi.
La posta in gioco non è un sostegno più o meno forte all’eolico piuttosto che al fotovoltaico o alle biomasse. La posta in gioco, come ripete puntualmente il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, è una rivoluzione del sistema energetico che prevede la progressiva riduzione sia dei fossili che delle grandi centrali per far spazio all’efficienza, alle rinnovabili, alla generazione distribuita, alle smart grid, alle case bioclimatiche, all’accumulo dell’energia attraverso vari sistemi (dall’idrogeno alle batterie delle auto elettriche). E’ un processo di portata epocale che vede la ricollocazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro e di una quota importante del Pil.
Come in tutte le rivoluzioni ci saranno vincitori e perdenti. E’ comprensibile che chi oggi gioca in posizione oligopolista nel mercato dell’energia sia preoccupato dai cambiamenti. Ma visto che questi cambiamenti avvengono su scala globale (con un investimento attorno ai 250 miliardi di dollari in crescita anno dopo anno) frenare mentre il mondo accelera alla lunga non conviene a nessuno, nemmeno a chi pensa di guadagnare nell’immediato.

Fonte: Cianciullo Blog

mercoledì 21 marzo 2012

Hyperion 3 Lo "sfogliacelle" ...protonico

Hyperion 3, il coltello protonico, nonostante le apparenze, non è un'arma di distruzione di massa, ma "solo" l'ultimo ritrovato tecnologico per la produzione di fotovoltaico a film sottile.




"Hyperion, a manufacturing system developed by Twin Creeks Technologies, solves the problem of thick wafers with a technique called Proton Induced Exfoliation (PIE). In PIE, high-energy protons (or hydrogen ions) are embedded into “donor” wafers — standard wafers of silicon, germanium or other single-crystal materials— where they form a uniform layer beneath the surface of the donor. The physical attributes of hydrogen, combined with the conditions created by Hyperion, permit the ions to penetrate the surface of the donor wafer without changing its inherent properties and characteristics."
Google traslate dice:
Hyperion, un sistema di produzione sviluppato da Gemelle Technologies Creeks, risolve il problema dei wafer di spessore con una tecnica chiamata Proton Induced Esfoliazione (PIE). In PIE, protoni ad alta energia (o ioni idrogeno) sono incorporati in "donatrici" wafer - cialdine standard di silicio, germanio o altri materiali a cristalli singoli, dove formano uno strato uniforme sotto la superficie del donatore. Gli attributi fisici di idrogeno, combinati con le condizioni create da Hyperion, consentono gli ioni di penetrare la superficie del wafer donatore senza alterarne le proprietà intrinseche e caratteristiche.
Fonte: Twin Creeks

venerdì 16 marzo 2012

Ciao mondo!

Come è consuetudine, ogni nuova creatura che viene alla luce saluta il mondo. Ecco il nostro saluto.

Ciao mondo